DALLA SEMINA AL RACCOLTO TECNICHE CULTURALI DEL RE DELL’ORTO  

IL POMODORO IL FRUTTO PIU’ AMATO E COLTIVATO

Sara’ per il suo uso, per il suo sapore, per il fatto che non ha grosse difficoltà nella crescita o nella coltivazione o per il fatto che ha condizionato tutta la nostra storia culinaria, che non vi è orto in cui non sia presente.

I suoi bei grappoli colorati mettono allegria e non c’e cosa più soddisfacente che staccarne uno e mangiarlo così nel campo, senza nessun condimento ne olio ne sale.

Per chi vuole iniziare dalla semina il processo è veramente semplice e vi spiego come mi regolo io.

 

SEMI

Due parole sui semi, i miei semi sono in prevalenza semi di origine antica, ma non disdegno neppure nuove varietà che i moderni ibridatori si dilettano a creare, non sto parlando di ibridi commerciali, ma di appassionati che giocano…e devo dire che quasi tutte le nuove selezioni hanno dato vita a molti pomodori, tipo i blu.

Sul mercato trovate i semi di Kozula, lei ibridatrice polacca ha creato numerose varietà belle ed anche di ottimo sapore, non italiani siamo condizionati dal dover a tutti costi contestualizzare o dare un nome …lei pragmatica e pratica ha dato ai suoi pomodori dei numeri, tipo : Kozula141, Kozula 120 ecc.

Negli U.S.A. Troviamo Tom Wagner, Blean Horton e tanti altri, non dimentichiamoci che molte  delle aziende sementiere sono nate li.

I semi li ho accumulati in alcuni anni, in primis  avendo partecipato all’organizzazione della mostra del pomodoro, ma molti sono frutto degli scambi che ho fatto seguendo gruppi dedicati o semplicemente contattando altri appassionati.

E ti ritrovi così con un bel patrimonio genetico e la soddisfazione di trovarti alle mostre scambio dove tutti ti portano il loro pomodoro cimelio da conservare, il bello degli scambi!

Nella scelta dei semi è importante valutare il nostro clima e le nostre stagioni chi abita la nord può optare per pomodori precoci ed adatti a climi freddi avendo una stagione estiva più corta, chi sta al sud per pomodori a cultura più lunga o pomodori da serbo quelli che necessitano di minor apporto liquido, non a caso quasi tutti “pomodori da serbo” vengono dal nostro meraviglioso Sud.

Per tutti quelli che stanno nel mezzo il mio consiglio è quello di seminare pomodori con caratteristiche diverse in modo che indipendentemente dalle pazze stagioni di ora si abbia sempre qualcosa di adatto e produttivo.

Quindi ricapitolando, semi antichi di provenienza biologica.

 

TERRA

Ho imparato negli anni che il terriccio di semina e trapianto è fondamentale per la riuscita di piantine sane  e robuste.

Non affidatevi a prodotti mediocri presi al supermercato o nei consorzi, rivolgetevi ai garden specializzati che hanno prodotti professionale anche biologici adatti allo scopo.

Spenderete qualcosa in più ma vi ritroverete avvantaggiati.

Preferisco seminare in terriccio sterile perchè nel compost  possono esserci semi di altre erbe, al limite il compost lo uso mescolato al terriccio da trapianto.

Quindi terra da semina e da trapianto.

 

CONTENITORI

Anche qua, tutto molto semplice, fatevi regalare dai garden dove acquistate il terriccio le palette multiple che loro buttano via.

Ce ne sono di misure diverse, quelle da 3 cm per lato sono ideali per la semina e quelle da 7 cm vi serviranno per il secondo trapianto.

I semenzai multipli sono molto più pratici sia per lo spostamento che per l’ingombro di spazio, preferiteli ai vasetti singoli.

semine 2

SEMINA

Ed eccoci qua pronti per la semina, scelte le varietà da seminare si contraddistingue in alto a destra con un cartellino il numero del semenzaio e la direzione di semina.

Se seminate più varietà avrete avuto cura di assegnare ad ogni varietà un numero ed esservi fatti uno schema come potrete vedere nelle foto sotto.

Riempite poco più della metà le cellette con il terriccio da semina livellatelo e bagnatelo accuratamente anche più volte,

In ogni celletta io metto dai 3 ai 5 semi a seconda del bisogno, ricopro con un leggero strato di terra e bagno con uno spruzzino.

Mettete il semenzaio dentro un sacchetto scuro, tipo quelli della spazzatura e posizionateli al caldo, dove???

Il posto ideale è sopra i pensili della cucina…..con grande disappunto della mia famiglia….ci rimarranno poco tempo.

Ed ora non resta che aspettare, normalmente occorrono dai 7 ai 12 giorni.

Quando spuntano le prime piantine spostate subito il semenzaio in serra fredda per evitare il rischio che i pomodori “filino” in cerca di luce.

Non avete una serra fredda? Fatevela.

Procuratevi un  contenitore di polistirolo dalle pareti alte, le pescherie ed i negozi di alimentari ne buttano molte, metteteci dentro il semenzaio, coprite con un vetro ed addossate la scatola ad una parete in terrazza, possibilmente esposta ad ovest.

Nel vostro semenzaio avrete cellette con pomodori a vari stadi, alcuni nati e magari già alti, altri che stanno spuntando e alcune celle vuote, abbiate pazienza, la semina è la fase più delicata e importante di tutto il processo, molte sono le variabili che possono influire su di essa, varietà, vigoria del seme, profondità di semina, terriccio.

semine 1

QUANDO SEMINARE

Due parole sul periodo di semina.

Io abito in Lunigiana, ultima propagine in alto della Toscana e semino fine febbraio primi di marzo, ma l’Italia è lunga il clima della Sicilia non è certo paragonabile al mio o a quello del Trentino.

Al sud si può seminare prima al nord anche dopo, ma io sto naturalmente generalizzando, una cosa è certa, fino a che non arriva il caldo i  pomodori non si sviluppano e tenendo conto dei cambiamenti climatici, non serve seminare troppo presto con il rischio di tenere a lungo  le piantine in serra  in ambiente caldo/umido e di contrarre le prime malattie fungine.

 

PRIMI TRATTAMENTI

Quando le piantine hanno sviluppato le seconde foglie, è tempo dei primi trattamenti, procuratevi dello zolfo in polvere e con un piccolo colino da the cospargetelo sopra, dopo pochi giorni vedrete le piantine rinvigorirsi e irrobustirsi.

Dopo una decina di giorni spruzzateli con poltiglia bordolese.

Raggiunta l’altezza di circa 5 cm le vostre piantine sono pronte per il trapianto.

 

SECONDO TRAPIANTO

Raggiunta l’altezza di 5 cm occorre fare un secondo trapianto nelle vaschette più grandi quelle da almeno 7 cm di lato, fate un nuovo schema con i numeri delle varietà.

Riempite le vaschette pigiando bene il terrricio da trapianto che è più strutturato rispetto a quello della semina, fate un buchetto con le dita e piantate più a fondo che potere, fino ad interrare almeno la metà della piantina rincalzate e pigiate bene bene affinchè non restino spazi vuoti.

Se la piantina è troppo alta, piegate leggermente il gambo ed interrate più che potete.

Sul fusto sono presenti numerosi  corti peli gliandolari che diventeranno nuove radici sviluppando un apparato radicale più robusto, per questo è importante ripichettarli.

Non bagnate subito, lasciate che le piccole radici si distendano per una giornata, hanno subito il trauma del trapianto, il giorno dopo annaffiate, ovvio che in questo momento le piantine dovranno stare al caldo ma non al sole diretto.

Dopo una decina di giorni è tempo di secondi trattamenti, zolfo come la prima volta e a distanza di altri 10 giorni poltiglia bordolese.

Mantenete  le vostre piantine in buon stato, annaffiate ma senza eccedere, controllate che non ci siano parassiti, lumache o altro  aspettate il giusto tempo della messa a dimora in pieno campo, dentro a questi vasetti possono rimanere a lungo, è un terriccio nutriente.

 

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BUONE SEMINE

Franca

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